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venerd́ 30 novembre 2018

Agende Rosse a Follonica: 1 dicembre ore 16.30 sala Consiliare

(n. 397) Il Movimento delle Agende Rosse - Gruppo Agostino Catalano - Maremma, in collaborazione con Il Fatto Quotidiano e con il patrocinio del Comune di Follonica organizza, per sabato 1 dicembre alle ore 16.30 nella sala del Comune di Follonica, la presentazione del libro «La Repubblica delle stragi - 1978/1994 il patto di sangue tra Stato, mafia, P2 ed eversione nera».

Il Movimento delle Agende Rosse - Gruppo Agostino Catalano - Maremma, in collaborazione con Il Fatto Quotidiano, organizza la prima presentazione in Toscana del libro «La Repubblica delle stragi - 1978/1994 il patto di sangue tra Stato, mafia, P2 ed eversione nera», con due eventi, uno a Grosseto e uno a Follonica.

Nella nostra Città la presentazione, organizzata con il patrocinio del Comune di Follonica,  si terrà sabato 1º dicembre alle ore 16:30 nella Sala Consiliare del Comune; parteciperanno Stefano Mormile, coautore del libro, e Marco Bertelli e Angelo Garavaglia Fragetta del Direttivo delle Agende Rosse, mentre il curatore del libro, Salvatore Borsellino, sarà presente in collegamento.

Moderatore dell'incontro sarà il giornalista Alfredo Faetti.

«La Repubblica delle stragi» è un libro storico-giudiziario curato da Salvatore Borsellino, con la prefazione di Marco Travaglio, e scritto da Antonella Beccaria, giornalista e scrittrice, Federica Fabbretti, blogger e Agenda Rossa, Giuseppe Lo Bianco, cronista giudiziario e autore di saggi sul rapporto tra mafia e politica, Stefano e Nunzia Mormile, fratello e sorella di Umberto Mormile, educatore del carcere di Opera (MI) ucciso dalla ‘ndrangheta, Avv. Fabio Repici, legale di Salvatore Borsellino e di altri familiari di vittime di mafia, Dott. Giovanni Spinosa, Presidente del Tribunale di Ancona, con la partecipazione di Marco Bertelli del Direttivo delle Agende Rosse. 

 

Lo scopo di questo progetto intrapreso con coraggio e determinazione dal curatore e dagli autori è stato quello di mettere insieme molte storie apparentemente diverse, alcune note e altre meno conosciute, per provare a trovare un filo conduttore. Un progetto durato ben quattro anni, che alla fine ha prodotto il risultato tanto atteso. Perché, come fa notare Salvatore Borsellino nella premessa del libro, queste storie sono «accomunate da depistaggi, isolamento, umiliazioni, bugie, dolore, e tanta rabbia» e c’è sempre una «verità negata». Ma non solo. Sono accomunate anche da nomi che si ripetono, come i lettori più attenti potranno notare semplicemente osservando l’indice presente alla fine del volume

Tutti i diritti di autore vengono devoluti alla Casa di Paolo, il sogno di Salvatore Borsellino che è stato successivamente abbracciato da moltissime altre persone: far tornare Paolo alla Kalsa, il quartiere di Palermo dove il magistrato e i suoi fratelli sono nati e dove hanno vissuto da ragazzi. Dal 17 luglio 2015 i locali della vecchia farmacia della famiglia Borsellino in via della Vetriera e i locali attigui recuperati da un grave stato di degrado, si sono trasformati nella Casa di Paolo, un luogo vivo in cui i ragazzi a rischio del quartiere possono toccare con mano l’ottimismo di Paolo e trovare un’alternativa alla spirale di criminalità e illegalità. Nella Casa, grazie al sostegno dei volontari, si svolgono attualmente attività di doposcuola, diversi tipi di corsi (informatica, falegnameria, ecc.) e servizi di assistenza legale. C’è anche una piccola foresteria in grado di ospitare fino a otto persone. Grazie alla visita di Roberta Gatani, responsabile della Casa, e Rossella Onorato, volontaria, che sono state per alcuni giorni a Grosseto e Follonica nel mese di settembre, si è instaurato un legame tra la Casa e la nostra Regione che è destinato a diventare sempre più forte.

Dopo la presentazione del libro, seguirà la proiezione del video «Nuove ipotesi sul furto dell’agenda rossa di Paolo Borsellino», a cura di Angelo Garavaglia Frangetta,  un documentario inedito, frutto del lavoro di anni di ricerca, raccolta e analisi dei video girati quella domenica pomeriggio di 26 anni fa, subito dopo la strage in cui persero la vita Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta. Lo scopo che si prefigge è quello di fornire nuove piste agli investigatori e, nel farlo, pone nuove domande sul furto dell’agenda rossa.

 

 

 

 



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Ultima modifica: 17.May.2017
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