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Regolamento di igiene urbana, sanità pubblica e veterinaria e per la tutela del territorio

TITOLO III - IGIENE NELLA CONVIVENZA UOMO - ANIMALE

Articolo 13 - “Misure di tutela igienico - sanitaria”


1. Con il presente Regolamento il Comune intende tutelare la convivenza tra l’uomo e gli animali da affezione e prevenire gli inconvenienti derivanti dal non corretto comportamento degli accompagnatori dei suddetti animali nelle aree pubbliche, di uso pubblico e/o aperte al pubblico, in merito all’igiene, alla pulizia, al decoro, alla sicurezza e all’incolumità di chi le frequenta.

2. Nel centro urbano è consentito solo il possesso di animali da affezione a scopo puramente affettivo, purchè l’ubicazione e le condizioni igieniche in cui gli stessi sono allevati siano tali da non arrecare disagio e rischio per la salute pubblica e del vicinato, così come previsto dal Regolamento Comunale sulla Tutela degli Animali, approvato con Delibera di C.C. n. 22 del 19 marzo 2002.

3. Ai fini del presente Regolamento si intende per animale di affezione, l’animale capace, per caratteristiche etologiche, di instaurare un rapporto affettivo con gli umani, in quanto è in grado di scambiare sensazioni di tipo affettivo con uno o più “padroni - custodi”ed in particolare:

a) uccelli di piccola taglia (canarini, cocorite, diamanti - mandarini o uccellini similari chiusi in gabbia in numero non superiore a 10 (dieci) coppie e relative nidiate fino alla completa autonomia dei piccoli;
b) uccelli di media taglia (pappagalli piccioni tortore uccelli similari come dimensioni) chiusi in gabbia in numero non superiore a 4 (quattro) coppie e relative nidiate fino alla completa autonomia dei piccoli;
c) animali da affezione diversi da cani e gatti, purchè di piccola taglia comunque limitatamente ad una coppia ed eventuali piccoli fino alla loro autonomia.

4. In ogni caso i proprietari o detentori di animali di qualsiasi specie, sono tenuti ad adottare tutte le misure di profilassi atte ad impedire l’insorgenza e la diffusione delle zoonosi e di altre malattie.

5. Nel centro urbano è fatto divieto di allevare ossia detenere con la finalità dell’esercizio di allevamento, animali di qualsiasi specie, ad eccezione degli animali di cui all’articolo 10 comma 2 del Regolamento Comunale sulla Tutela degli Animali, approvato con deliberazione di C.C. n. 22 del 19 marzo 2002.

6. Sul territorio comunale ed esclusivamente al di fuori del centro urbano è ammesso l’allevamento di piccoli animali da parte di singoli soggetti per uso alimentare in numero limitato al solo consumo diretto del nucleo familiare, con esclusione della loro commercializzazione, alle seguenti condizioni:

a) si provveda alla pulizia giornaliera dei ricoveri degli animali;
b) sia evitato il proliferare di mosche anche attraverso idonei trattamenti disinfestanti ove necessario;
c) siano evitati impaludamenti e ristagni d’acqua nell’area circostante i ricoveri;
d) siano evitati qualsiasi accumulo di deiezioni ed altri rifiuti organici.

Sezione I ° DISCIPLINA PER I CANI
Articolo 14 - “Detenzione di cani”


1. Chiunque detenga un cane o accetti di occuparsene è responsabile dei danni cagionati dall’animale, sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito.

2. Chiunque detenga un cane o accetti di occuparsene è responsabile della sua salute, della sua riproduzione e del benessere della sua eventuale cucciolata oltre che dell’assolvimento degli obblighi previsti dalla L.R.T. 8 aprile 1995 n. 43 e s.m.i. per quanto attiene all’anagrafe canina.

3. Si definisce accompagnatore, la persona fisica che ha in custodia anche temporanea uno o più cani anche se non regolarmente registrati ai sensi della normativa vigente, durante la loro permanenza nei luoghi pubblici e/o d’uso pubblico, quali: le strade, le piazze, le banchine stradali, i marciapiedi, le aree destinate a parcheggio, i portici, le aree verdi destinate a giardino e/o parco pubblico, i percorsi pedonali e/o ciclabili, la viabilità rurale di pubblico passaggio, le aree di pertinenza degli edifici pubblici e ogni altra area su cui hanno libero e indiscriminato accesso i cittadini.

4. L’accompagnatore ha l’obbligo di evitare che sia compromessa in qualunque modo l’integrità, il valore e il decoro di qualsiasi area, struttura, infrastruttura o manufatto, mobile o immobile, di proprietà pubblica e/o privata, evitando le deiezioni o effettuando la loro raccolta ed il loro smaltimento ai termini del presente Regolamento.

5. L’accompagnatore ha l’obbligo di adottare tutti i necessari apprestamenti per garantire la salute fisica e psicologica dell’animale, in modo di evitare che abbai, ululi, guaisca o latri in modo insistente e inequivocabile, disturbando il vicinato.

6. Nel caso di insistente persistenza del disturbo del vicinato, viene fatto capo all’articolo 9 del Regolamento sulla Tutela degli animali, e il Sindaco, sentita la Commissione Consultiva di Vigilanza, di cui all’articolo 45 del sopraccitato Regolamento, può ordinare di trasportare il cane in appositi luoghi di ricovero imputando le spese di mantenimento al proprietario e/o detentore.

7. Allo scopo di assicurare il benessere del cane è fatto divieto di:

• trasportare o fare stazionare animali segregati nei bauli chiusi delle auto o farli stazionare all’interno dell’abitacolo dei veicoli a motore esposti al sole;
• condurre animali al guinzaglio con l’accompagnatore che guida un veicolo a motore.

Articolo 15 - “Raccolta delle deiezioni solide dei cani”

1. Sulle aree pubbliche e/o d’uso pubblico gli accompagnatori sono obbligati alla rimozione delle deiezioni solide del proprio cane con raccoglitori idonei.

2. Gli accompagnatori hanno l’obbligo di smaltire le deiezioni solide raccolte nei contenitori della raccolta dei rifiuti urbani. 3. Restano esclusi dagli obblighi enunciati nel presente articolo i cani che accompagnano soggetti non vedenti.

Articolo 16 - “Museruole e guinzagli”

1. Sulle aree pubbliche e/o d’uso pubblico i cani, anche se di piccola taglia, devono essere tenuti al guinzaglio o muniti di idonea museruola.

2. Nei locali pubblici o nei mezzi di trasporto i cani, anche di piccola taglia, devono essere tenuti al guinzaglio e muniti di idonea museruola.

3. Il guinzaglio, se usato in modo disgiunto dalla museruola, non può avere una lunghezza superiore a metri 4 (quattro), ovvero essere tenuto ad una lunghezza superiore a metri 4 (quattro) per quelli retrattili, qualora siano presenti in loco persone o altri animali.

4. Anche se muniti di museruola e/o guinzaglio, i cani devono essere sempre accompagnati da una persona commisurata alla mole dell’animale.

5. Nel caso in cui siano previste norme e misure più restrittive da parte delle Autorità sanitarie nel caso di animali qualificati come “pericolosi” (esempio Rotweiller, Pittbull ed altri) si applica tale la disciplina in deroga al presente Regolamento.

6. Sono esclusi dagli obblighi del presente articolo i cani in dotazione alle forze armate e alle forze di polizia, quando sono utilizzati durante il servizio.

Articolo 17 - “Aree riservate per lo sgambamento dei cani”

1. L’Amministrazione comunale può individuare nel proprio territorio aree “di sgambamento dei cani”, così come previsto dal regolamento per la Tutela degli animali, dove non sussiste l’obbligo di tenere i cani al guinzaglio, purché il cane sia sempre sotto il controllo visivo dell’accompagnatore, ed a condizione che non costituisca pericolo per persone o altri animali già presenti o crei danno a cose.

2. Le aree di “sgambamento dei cani” sono recintate e segnalate con apposita cartellonistica, dotate di cestini per la raccolta dei rifiuti, di zone di sosta per i proprietari/accompagnatori di cani.

3. Nelle aree di “sgambamento dei cani” gli accompagnatori sono soggetti agli obblighi di cui agli articoli 14 e 15.

Articolo 18 - “Accesso dei cani negli esercizi pubblici”

1. I gestori o proprietari di esercizi pubblici, quali negozi di generi alimentari, bar, ristoranti, possono impedire l’accesso ai cani, anche al guinzaglio e con la museruola.

2. Allo scopo di garantire l’igiene e la salute pubblica è fatto divieto di introdurre cani, anche al guinzaglio e con la museruola negli esercizi pubblici dove vengono prodotti o preparati alimenti e nei depositi all’ingrosso di prodotti alimentari.

3. I gestori o proprietari di negozi di generi alimentari, bar, ristoranti e nei pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, che ritengono opportuno di non dover introdurre cani nei propri locali, devono segnalare all’ingresso del locale tale divieto, oppure indicare le apposite sale e/o locali dove è possibile ospitare con sicurezza l’animale.

4. L’Amministrazione comunale può vietare anche il solo transito agli animali in predeterminate aree, segnalate con idonea cartellonistica o con altra forma di pubblicizzazione, in modo permanente, ovvero temporaneo.

Articolo 19 - “Tutela dall’aggressività esaltata dei cani”


1. Con apposita ordinanza di emanazione da parte dell’autorità competente e per la durata della sua validità, sono definite le limitazioni all’uso ed alle attività per predeterminate razze canine o incroci con queste.

2. Nei casi previsti del comma 1, il Sindaco dispone la sanzione accessoria dell’allontanamento coatto del cane con trasferimento dello stesso presso apposito canile autorizzato, imputando le spese di mantenimento dell’animale in capo al proprietario/possessore/detentore del medesimo fino a quando questi non presenti la necessaria idonea polizza assicurativa e dimostri la possibilità di un ricovero sicuro;

3. In caso di violazioni commesse da cani inseriti negli elenchi predisposti dall’Autorità competente Ministero della Salute la misura minima delle sanzioni amministrative previste per le violazioni previste agli articoli 16 e 18 del presente Regolamento è stabilita in € 258,00 salvo diversa previsione legislativa.

Sezione II ° DISCIPLINA PER I GATTI
Articolo 20 - “Gatti liberi”


1. Ai fini del presente articolo si intende per:

• “gatto libero”, il gatto che vive in libertà, di solito insieme ad altri gatti;
• “colonia felina”, un gruppo di gatti che vivono in libertà e frequentano abitualmente lo stesso luogo;
• “gattaie/i”, le persone che si occupano volontariamente della cura e del sostentamento delle colonie feline.

2. I gatti liberi che vivono nel territorio comunale appartengono al patrimonio indisponibile dello Stato.

Articolo 21 - “Compiti dei/lle gattai/ie”

1. I gattai/ie si adoperano per la cura ed il sostentamento delle colonie dei gatti liberi.

2. L’Amministrazione comunale riconosce l’attività dei gattaie/i quale funzione rilevante di tutela sociale dell’animale oltre che per attività connesse al controllo della loro proliferazione.

3. Al gattaio/e al fine della cura e dell’alimentazione dei gatti liberi è riconosciuto il libero accesso alle aree pubbliche, salvo l’obbligo di rispettare le norme previste dal presente Regolamento.

4. L’accesso delle gattaie/i nelle proprietà private deve essere subordinato al consenso del proprietario.

5. I/le gattai/e, al fine di non arrecare disturbo ai cittadini, sono obbligati a rispettare le norme per l’igiene del suolo pubblico evitando la dispersione di alimenti e provvedendo, dopo ogni pasto, alla pulizia accurata e completa della zona dove i gatti sono alimentati.

6. Nel caso di mancata pulizia delle aree pubbliche e/o private in cui si svolge l’attività dei gattai/e, le stesse soggiacciono alle sanzioni previste dal presente Regolamento.


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