UN PARTIGIANO COME PRESIDENTE

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CONCERTO DI FINE ANNO

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Giovedì 24 aprile ore 21.15
Sala Tirreno, Via Bicocchi 53/a

Festa della Liberazione Tuscia Film Festival Ass.ne Nazionale "Sandro Pertini" con l'adesione della Presidenza della Repubblica Italiana ANDREA BOSCA in

UN PARTIGIANO COME PRESIDENTE

Le parole di Pertini
Regia di Aureliano Amadei con l'amichevole partecipazione di Dino Zoff

Lo spettacolo mette in scena la vita, la politica, la passione e l'impegno civile di Sando Pertini, alternando riflessioni storiche con momenti di quotidianità e passaggi personali. L'uomo passato alla storia come "Il Presidente di tutti gli Italiani", vive attraverso le letture, i filmati d'archivio e le parole di chi l'ha conosciuto. In scena un giovane attore, Andrea Bosca, a fare da cerniera con le nuove generazioni e a guidare il pubblico in un gioco di rimandi tra le carte napoletane, gli scritti autobiografici e il ricchissimo repertorio di interviste, partecipazioni televisive e testimonianze dirette, fino alla mitica partita a scopone del 1982...

Mette in scena la vita, la politica, la passione e l'impegno civile di Sando Pertini, alternando riflessioni storiche con momenti di quotidianità e passaggi personali.Una delle figure più rappresentative della storia repubblicana, l'uomo passato alla storia come "Il Presidente di tutti gli Italiani", viene ripercorsa attraverso le letture, i filmati d'archivio e le parole di chi l'ha conosciuto. In scena un giovane attore, Andrea Bosca, a fare da cerniera con le nuove generazioni e a guidare il pubblico in un gioco di rimandi tra le carte napoletane, gli scritti autobiografici e il ricchissimo repertorio di interviste, partecipazioni televisive e testimonianze dirette. Filo conduttore della piece è il gioco dello scopone scientifico, grande passione del Presidente Pertini resa immortale dalla famosa partita del 1982 sull'aereo che riportava in Italia gli azzurri campioni del mondo dopo la finale vinta 3 a 1 contro la Germania Ovest. Il popolare gioco di carte sarà rivisitato attraverso il Codice di Chitarella, un manuale pratico scritto da un anonimo letterato nel 1750. Ad ogni regola, corrisponde un Momento significativo della vita del protagonista. A fare da contraltare, le vignette di Andrea Pazienza, il fumettista italiano più amato e corrossivo degli Anni Ottanta. La ricostruzione adotta un linguaggio teatrale, seguendo un binario emotivo e non strettamente storico. Così, tra passaggi di forte impegno civile e momenti personali, risate e poesia, verrà ripercorsa l'esistenza di uno dei protagonisti del Novecento: dall'infanzia alle battaglie politiche tra i socialisti, passando per gli amori giovanili, l'esilio in Francia, i tredici anni di carcere sotto il regime fascista, la lotta partigiana, che lo portò a guidare la liberazione di Milano, e l'impegno in Parlamento, fino agli anni '80, da Presidente della Repubblica. Note di regia La storia del Presidente che per primo ha mostrato il suo lato umano, non può che essere raccontata attraverso gli episodi, la quotidianità, le grandi difficoltà, le passioni che più dimostrano la sua umanità. L'ambiente è stretto, come i quattordici anni di carcere che gli sono toccati. Ma poi si apre nel contatto con la gente. L'attore lì si rivolge quasi direttamente ad ogni spettatore. Dopo aver vissuto la giovane età con lui, gli spettatori possono sentire l'importanza, il peso di alcune delle scelte che quel vecchio, curvo e composto, si è trovato a fare. Come una partita di carte, ha una sua storia, fatta di scelte e di eventi. L'attore non sarà un imitatore di Pertini, anzi, sarà toccato dalle letture, prima ancora dello spettatore. Dietro di lui scorreranno immagini, a volte a contestualizzare, a volte vere e proprie vignette (di Pazienza) e altre volte fotografie di Pertini in età diverse, o di personaggi centrali della storia. Pochi elementi scenici, simbolici della partita della vita. Le parole di Zoff, nell'82 come oggi, per il suo amico e compagno di gioco. L'attore è spesso seduto a terra, a leggere libri e fogli. Una candela scalda l'area di lettura. Sul fondo splende una finestrella che lentamente attraversa la scena, fino a perdersi dietro lo schermo. Una nota accattivante emergerà dal proverbiale amore del Presidente per le donne. Gli amori di gioventù, la madre, le donne della resistenza, l'amore della sua vita. L'attore, Andrea Bosca, ha già lavorato con me, offrendo performance incredibili. Riuscirà egregiamente a entrare e uscire dal personaggio. La sua versatilità gli permette di esplorare, seppur per brevi istanti, ogni personaggio coinvolto in questa incredibile vita. Infine, il senso di tutta l'operazione: conoscere nel quotidiano un grande Presidente, che di parole politiche ne ha dette poche, ma supportate da un vissuto tale che le rende pesanti come macigni. Aureliano Amadei

FOLLONICA
Stagione Teatrale e Musicale 2014



... Aspettando il Teatro alla Fonderia Leopolda

Il Teatro è dove c'è cuore, verità, dolore e gioia.
Il Teatro è nella mente del pubblico.
Il Teatro è ovunque.
Il Teatro non esiste!
(Sergio Bini in arte Bustric)

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