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martedý 2 gennaio 2018

La Nazione - Ambiente

Inceneritore, ancora una bocciatura Respinto il ricorso della proprietÓ

ANCORA una bocciatura per l’inceneritore di Scarlino: la corte di Cassazione ha rigettato il ricorso presentato dalla Scarlino Energia, confermando la sentenza del 20 gennaio del 2015 del Consiglio di Stato, che aveva in pratica annullato le le autorizzazioni rilasciate all’inceneritore che si trova nella piana industriale del Casone dalla provincia nel 2012.

nella sentenza si legge infatti che è «alto il livello di esposizione ad agenti inquinanti della popolazione coinvolta» e che «mancano indagini approfondite sullo stato di salute della cittadinanza e sulle condizioni dei corpi idrici presenti nell’area di incenerimento».

Una conferma, quindi, di tutto quello che in questi anni comitati, associazioni e anche i comuni interessati (Follonica e Scarlino) avevano detto appellandosi con ricorsi sempre vinti.

La Scarlino Energia aveva deciso di rivolgersi alla Cassazione perché riteneva illegittima la sentenza del Consiglio di Stato in quanto, i giudici della Suprema corte, non avrebbero potuto esprimersi su argomenti che invece dovevano essere trattati dal tribunale superiore delle acque pubbliche, in ragione della circostanza che il provvedimento impugnato prevede lo scarico delle acque di impianto nel canale Solmine. Richiesta che la Cassazione ha ritenuta infondata. «In base agli atti acquisiti – si legge nella sentenza della Cassazione – risulta un consistente livello di esposizione agli agenti inquinanti – diossine e furani - della popolazione coinvolta dall’impianto, livello che non è stato valutato e considerato adeguatamente in sede di rilascio di Aia, laddove sarebbe stata necessaria una specifica attività istruttoria, in ordine agli agenti inquinanti già presenti e alla potenziale incidenza che su di essi si sarebbe potuta riscontrare a seguito dello svolgimento dell’attività».

E’ MANCATO inoltre – chiude la Cassazione – un puntuale studio epidemiologico che non può fondarsi su tesi delle attuali parti processuali e sugli incompleti dati istruttori ad oggi disponibili».

Ma l’ennesima battaglia vinta non blocca la Scarlino Energia: un mese fa l’azienda proprietaria dell’impianto ha infatti depositato alla Regione Toscana un’ulteriore richiesta per l’avvio dell’impianto oggi è la Regione che deve dare il consenso all’accensione dei forni. E se fino quale che anno fa era la provincia a doversi occupare dei vari permessi.

I comitati sono già al lavoro, comunque, per ripresentare nuovamente alla Regione Toscana le loro valutazioni. «Ancora una volta – ha detto Mario Monciatti, presidente del Comitato del No – si palesa la strumentalità totale della Scarlino Energia che se ne infischia dei cittadini e delle condizioni in cui verso un territorio già fortemente inquinato».



       

Ultima modifica: 12.Jun.2017
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