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gioved́ 13 giugno 2019

La Nazione - Ambiente

COMUNE DI FOLLONICA - Pietra tombale sull’inceneritore

NON FAR ripartire l’inceneritore di Scarlino, non avviare un nuovo procedimento autorizzativo per l’impianto ma preservare il lavoro. Queste le richieste nella mozione presentata in aula della Regione Toscana da Tommaso Fattori (Sì-Toscana a sinistra) e sottoscritta da tutte le forze di opposizione: Giacomo Giannarelli per il M5s, Monica Pecori (gruppo misto-tpt), Paolo Marcheschi, (FdI) Maurizio Marchetti (Forza Italia), Elisa Montemagni (Lega).

«Stiamo parlando – spiega Fattori – di un impianto vetusto, caratterizzato da tecnologie obsolete e che è fuori legge dal 2005, dato che i forni non rispettano quelle caratteristiche strutturali previste dalla norma, concepita per abbattere le emissioni di diossina». Il consigliere regionale ha ricordato «ci siamo trovati di fronte ad una pervicacia delle istituzioni che continuano ad autorizzare un impianto che non rispetta le norme e dando prescrizioni che non vengono rispettate». Adesso, ribadisce Fattori, «il Consiglio di Stato ha annullato anche la quinta autorizzazione».

La mozione impegna la Giunta «a prendere atto dei contenuti della sentenza definitiva del Consiglio di Stato 505/2019 e del Ctu (consulente tecnico d’ufficio), depositata in sede di procedimento civile al tribunale di Grosseto, quali accertamenti tecnico-giuridici autonomi, autorevoli e terzi, che confermano le relazioni tecniche sia del Cnr-Irc (istituto ricerche sulla combustione), sia delle osservazioni presentate in sede di procedimento di Via (valutazione di impatto ambientale) dalle associazioni ambientaliste e pertanto a non avviare alcun procedimento autorizzativo degli stessi impianti».

Altro punto fondamentale dell’atto di indirizzo è la salvaguardia dei posti di lavoro. Si chiede, infatti alla Giunta di «convocare un tavolo concertativo con i sindacati e l’Ato Toscana Sud per programmare la realizzazione di impianti a supporto del recupero di materiali dalla raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani, capace di assorbire la manodopera oggi dipendente da Scarlino Energia». «Un atto presentato da tutte le forze di opposizione – dice Giannarelli – che hanno avuto contatti diretti con il territorio e con le realtà imprenditoriali».

Il consigliere ha sottolineato che il Consiglio di Stato ha evidenziato «le gravi e ripetute lacune del procedimento amministrativo portato a termine dalla Regione Toscana con la Delibera 979/2015 e con la relativa istruttoria che a parere della Suprema Corte Amministrativa, non ha compiuto ‘approfondite indagini istruttorie con valutazioni autonomamente condotte. È l’assessorato – ha concluso – che deve garantire la piena e corretta funzionalità di una struttura».



       

Ultima modifica: 12.Jun.2017
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