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venerdì 13 dicembre 2019

Il Tirreno - Ambiente

Barocci: "La Regione ha finito di non capire le norme violate"

grosseto.

Sorrisi e sospiri di sollievo, ieri in conferenza stampa a Grosseto, da parte dell'avvocato Roberto Fazzi, di Renzo Fedi e di Roberto Barocci del Forum Ambientalista, che da anni si batte contro l'inceneritore e per la bonifica della Piana di Scarlino. Ma la partita non è ancora chiusa del tutto e ora gli occhi sono puntati a Firenze, in Regione Toscana, dove Scarlino Energia ha depositato a febbraio una nuova richiesta di autorizzazione. Barocci, a questo punto, torna a chiedere alla Regione un gesto di coerenza.

«La sentenza 980/2019 pubblicata dal Tribunale di Grosseto l'11 dicembre 2019 in nome del popolo italiano conferma quanto abbiamo documentato da tempo: l'impianto di incenerimento di Scarlino ha funzionato fuori norma dal 2005 con i forni privi delle dimensioni imposte dalla legge per l'abbattimento delle micidiali diossine, disperse nel territorio della piana», dice.Secondo la sentenza le concrete modalità di costruzione e di esercizio dell'impianto «hanno comportato la violazione del diritto alla salute invocato dalla popolazione che ha promosso la causa - dice Barocci -.

Pertanto il fatto che al momento l'impianto sia stato privato delle autorizzazioni amministrative, come deciso dall'ultima sentenza del Consiglio di Stato del gennaio scorso, e non è funzionante non ha fatto venir meno l'interesse a ottenere una pronuncia del Tribunale che ne inibisca il funzionamento, come invece l'avvocato Alessandro Antichi della Scarlino Energia ha cercato di cancellare».

Barocci entra nel dettaglio. «Il collegio peritale, composto da tre ingegneri, di cui due professori universitari, e da un dirigente sanitario - spiega - ha dedotto che i tre volumi di postcombustione dell'impianto di Scarlino sono da abbattere o da raddoppiare, così come già scritto dal più prestigioso Istituto pubblico di ricerca italiano, il Cnr- Istituto di Ricerca sulle Combustioni di Napoli, non garantendo nello stato attuale il criterio di omogeneità e permanenza dei fumi a temperature tali da abbattere le diossine», in violazione del Codice dell'Ambiente.

«Questo stesso contenuto e critica - prosegue Barocci - è stato l'oggetto di osservazioni dettagliate presentate invano alla Regione Toscana in relazione alle procedure Via/Aia del 2015 e 2018, sia dall'ingegnere Enzo Annino, sia dall'ingegnere Paolo Rabitti, sia dal Forum Ambientalista. La Regione Toscana ha finora fatto finta di non capire quali siano le norme violate, le reali dimensioni dei forni e di non sapere quali siano le condizioni di inquinamento della Piana, affidandosi a verifiche inattendibili dei dirigenti Arpat, e attivando agli stessi impianti la sesta procedura autorizzativa, dopo che le cinque precedenti autorizzazioni sono state annullate da sentenze della giustizia amministrativa».

Ma la Regione, per Barocci, «non potrà portare a compimento il suo disegno in contrasto con le decisioni dei giudici» in virtù del parere sanitario dei consulenti della giudice. -- F.F.



       

Ultima modifica: 17.Sep.2020
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