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martedì 26 luglio 2022

L`istituto Leopoldo II di Lorena in visita a Palermo alla casa di Paolo

(118) Le insegnanti e la dirigente Paola Brunello lo scorso 18 luglio sono state invitate dal giudice Vittorio Teresi, già Pm dell’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia, a partecipare alla veglia organizzata dal gruppo Agesci Sicilia
 

 

 

Quel fresco profumo di libertà continua ad animare lo spirito e l’impegno civile del personale docente dell’Istituto comprensivo Leopoldo II di Lorena: in occasione delle commemorazioni per il trentennale della strage di Via D’Amelio, alcune insegnanti dell’istituto, impegnate nel progetto SeminiAMO la legalità, insieme alla dirigente scolastica Paola Brunello, si sono recate a Palermo, ospiti ancora una volta della Casa di Paolo.


Il 18 luglio sono state invitate dal giudice Vittorio Teresi, già Pm dell’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia, a partecipare alla veglia organizzata dal gruppo Agesci Sicilia; hanno così potuto salutare e rinnovare il loro affetto al magistrato, ospite della comunità follonichese nel febbraio 2020.


La giornata del 19 luglio ha visto le insegnanti impegnate in due momenti significativi in via D’Amelio. La mattina, con grande emozione e sorpresa, hanno appreso in diretta la notizia di aver ricevuto la menzione speciale per l’opera presentata al concorso nazionale “Quel fresco profumo di libertà”, conferita dalla giuria presieduta dal magnifico rettore dell’università Roma 3, Massimiliano Fiorucci. L’elaborato video dal titolo “Il calendario dei diritti” è stato realizzato collettivamente dalla allieve e dagli allievi di tutti i plessi dell’istituto: le scuole dell’infanzia Il Fontino e I Melograni, le scuole primarie Bruno Buozzi e Don Lorenzo Milani, la scuola secondaria di I grado Arrigo Bugiani. Una delle principali motivazioni del riconoscimento ottenuto è stata la ricchezza del lavoro educativo e didattico di carattere interdisciplinare proposto, a cui si aggiungono anche l’elevato numero di partecipanti, i testi elaborati e l’utilizzo di più linguaggi.


Alle 16.58 le docenti hanno partecipato con commozione al minuto di silenzio, preceduto da una toccante declamazione dei nomi delle vittime da parte dell’agente della scorta Antonio Vullo, unico sopravvissuto alla strage di via D’Amelio, con cui le docenti hanno avuto la possibilità di trascorrere del tempo.
Oltre ai già citati Teresi e Vullo, sono stati tanti gli incontri significativi di questa giornata: quello con il noto cantasorie palermitano Salvo PiparoFrancesca Grasta, responsabile delle attività della Bibliolapa, all’interno del Centro Studi Paolo e Rita BorsellinoTommaso Catalano, fratello del caposcorta Agostino, caduto nella strage, Vincenzo Agostino, padre dell’agente Antonino, ucciso insieme alla moglie Ida incinta di due mesi in un attentato mafioso, sulla cui matrice l’uomo cerca ancora, instancabile, la verità.


Il giorno seguente, nella Casa di Paolo, si è svolta la presentazione del libro inchiesta “Qualcosa è cambiato”di Sara Favarò, dedicato al caso di Attilio Manca, con la prefazione di Salvatore Borsellino. Molte le domande senza risposta relative al “presunto” suicidio del giovane medico siciliano, che la scrittrice ha esposto personalmente ad una attenta platea di spettatori.
Tra i presenti, Francesco Mongiovì, agente della scorta di Giovanni Falcone, e la moglie Rosy Moncada, giunti appositamente per salutare le amiche follonichesi, con cui nella primavera 2019 hanno avviato una stretta collaborazione, che ha portato all’ organizzazione di emozionanti incontri con i ragazzi e le ragazze dell’istituto.


L’ultimo giorno, prima di ripartire, si è svolta una visita al Palazzo di giustizia: al suo interno è situato il museo Falcone-Borsellino, realizzato grazie alla determinazione di Giovanni Paparcuri, scampato miracolosamente nel 1983 all’attentato in cui restò ucciso Rocco Chinnici e successivamente divenuto fondamentale collaboratore dei due magistrati per l’istruzione del maxiprocesso. Le insegnanti hanno avuto la possibilità di attraversare i corridoi che conducono al Bunkerino e di visitare gli uffici in cui i giudici avevano condotto le indagini, là dove tutto è rimasto come se il tempo si fosse fermato.


«Un ringraziamento speciale per aver avuto la possibilità di vivere queste indimenticabili esperienze va a Salvatore Borsellino – dicono le insegnanti – che ha ospitato ancora una volta il gruppo follonichese nella Casa di Paolo; a Roberta Gatani, nipote del giudice, e ai suoi figli Adele e Nicola per l’affettuosa accoglienza e per la profonda condivisione di questo momento così doloroso; a Rossella Onorato per la sua cortesia e disponibilità. Infine un grazie speciale a tutti i follonichesi che, anche questa volta, hanno generosamente contribuito a sostenere le attività della casa di Paolo con l’acquisto delle borsine realizzate dai volontari. Follonica e Palermo non sono poi così lontane».



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Ultima modifica: 30.Nov.2020
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