LAVORO DA MORIRE

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SABATO 30 APRILE 2011, FONDERIA LEOPOLDA, ORE 21.15

LAVORO DA MORIRE

Scritto da Riccardo Rombi. Video interventi Chiara Scarselli. Luci Gianfranco Michler. Produzione Emilia Paternostro. Ufficio stampa Martina Pirani. Con JACOPO GORI. Regia di RICCARDO ROMBI.

Pasolini li chiamava omicidi bianchi. Oggi l'ipocrisia delle cronache li fa scivolare sotto il termine generico di "morti bianche" morti senza colpevoli. Ma scorrendo il resoconto quotidiano delle morti sul lavoro si ha la sensazione di leggere dispacci di guerre lontane e troppo spesso dimenticate.
Dedicato alla tragedia quotidiana e irrisolta delle morti sul lavoro, Lavoro da morire ha il sapore di un racconto a volte ironico, a volte amaro, come la vita del suo protagonista. Il racconto di una vita spezzata non dal lavoro ma da chi quel lavoro, all'alba del terzo millennio, fa ancora apparire come un miraggio.
Mario, 45 anni, 20 passati nel reparto vernici di una fabbrica di automobili dove ha incontrato Maria in un'accidentale esplosione di beige. I ricordi a colori di un'infanzia in periferia, la vita in fabbrica e l'incontro con Maria; l'amore incondizionato per lei e quello stentato per la lettura a cui lei lo avvia. Lavoro da morire non fotografa solo l’istante drammatico della morte sul lavoro ma ripercorre, scatto dopo scatto, una vita intera, con il suo carico ingombrante di ricordi, affetti, immagini che si perdono in un attimo di distrazione fatale che i giornali chiamano “morti bianche”.
Jacopo Gori, operaio prestato al teatro nel coraggioso tentativo di rendere ancora più vera e intensa questa storia, rivendica con la leggerezza di un racconto a tratti ironico, il Lavoro come diritto e come mezzo di sopravvivenza; difficile da garantire e da sostenere quando la morte sul lavoro diventa la regola a cui ci si abitua e non l'eccezione contro la quale combattere.

LA STAMPA

Lavoro da Morire scritto e diretto da Riccardo Rombi ha anche il sapore di un racconto dolce-amaro di esistenze piene di pudore e affetto, è una fabbrica di ricordi senza futuro, è un laboratorio di slanci traditi, è una scuola di miraggi dove le luci si spengono. Rodolfo di Gianmarco (La Repubblica)

Riccardo Rombi è un autore dalle molte qualità ma non aspettatevi iperbli di senso o catacombe di sottotesti. Non pretende di trascinare il pubblico in chissà quale gioco di metafore: è trasparente come l'acqua e come l'acqua pericoloso. Paolo Fallai (Corriere della Sera)



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Stagione di teatro e musica 2011
| Allestimento Provvisorio |

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La stagione č organizzata in collaborazione con Ad Arte Spettacoli e Associazione Culturale BLIMP