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martedì 18 luglio 2017

Il Tirreno - Scarlino

Vietato dormire sotto un tetto di stelle

SCARLINO

Terra Rossa, Cala Civette, la pineta della Polveriera: sono tante le aree del Comune di Scarlino che si sono rivelate sensibili ai bivacchi estivi. Il campeggio libero sembra essere una pratica diffusa e spesso, dopo il pernottamento, gli avventori si lasciano alle spalle i resti della cena e tutto il necessario per il soggiorno.

Così è successo a Terra Rossa dove nella notte di sabato sembra fossero addirittura 15 gli ospiti notturni: una tenda blu ospitava due ragazze italiane, arrivate forse per godersi una vacanza a costo zero ma in tanti hanno anche dormito letteralmente all'aria aperta sotto ai pini. Sulla spiaggia due tronchi bianchi arsi dal mare hanno fatto da spunto per una casetta improvvisata, poco più in là una seconda tenda, costruita sopra i resti di uno stallo impiegato talvolta dai subacquei per riparare il materiale per la pesca, ha ospitato un numero indefinito di campeggiatori.

Tutto intorno avanzi della festa avvenuta forse la sera prima: sacchetti pieni di bicchieri e piatti di plastica ma anche vino e resti di cibo.Quella del campeggio libero sembra essere una pratica che sta interessando sempre più spesso il Comune di Scarlino e per questo ieri mattina l'amministrazione ha fatto un sopralluogo insieme alla polizia municipale per individuare le zone più sensibili.

Per combattere il fenomeno l'amministrazione ha chiesto un appoggio alla prefettura: «è necessaria una collaborazione congiunta con la prefettura - ha detto il sindaco Marcello Stella - non possono bastare i vigili urbani per contrastare i bivacchi; è necessario l'intervento di altri corpi». In seguito all'episodio di aggressione ai danni dei vigili urbani di Follonica il sindaco Stella parla di necessità di ulteriori forze dell'ordine: «Dopo l'esperienza negativa del Comune di Follonica a cui va la nostra solidarietà - dice - ci rendiamo conto che i vigili sono esposti a dei rischi. Per le azioni di controllo e di intervento è necessaria quindi un'azione congiunta più efficace e sicura».

L'idea è quella di un presidio costante che disincentivi il fenomeno: «certe volte si tratta soltanto di ragazzi che fanno campeggio libero altre volte invece si scoprono situazioni di spaccio o di varie irregolarità» dice Stella.

Spesso i ripari notturni si trovano in aree private, in divieto di sosta o in zone con divieto di balneazione e lì scattano le sanzioni: «quest'anno c'è già stato un primo intervento con la segnalazione di tre persone che svolgevano attività illecite - ha commentato Stella - lo scorso anno invece vennero individuate molte persone non in regola con i documenti e che svolgevano commercio illecito; il Comune sta mettendo la cartellonistica con i divieti e le indicazioni da seguire in tutto il territorio ma la prevenzione la fanno anche i cittadini stessi in prima persona».



       

Ultima modifica: 17.Sep.2020
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